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Nebrodi e dintorni

Giornata memorabile quella di domenica!


Si parte puntali dall'area di servizio Agip, direzione Agira. La A19 scorre veloce sotto le ruote delle nostre "rosse" fino all'uscita scelta.
Lasciata l'autostrada inizia l'ascesa per Capizzi, che resterà uno dei più bislacchi itinerari percorsi fatto di strade totalmente sconosciute contornate da panormai tipici dell'ennese e da un asfalto che in alcuni tratti faceva le valigie o si predisponeva per formare delle "whoops" degne del miglior supercross. Laugh


Verso Agira



Si arriva a Capizzi intorno alle 11.


Capizzi


Facciamo una breve sosta per caffe, plinplin, qualche scatto fotografico e per renderci conto che i capitini stavano festeggiando l'Oktoberfest, in anticipo di circa due mesi, a suon di moretti, heineken, dreher e carte siciliane Laugh. Mentre studiavo la strada da intraprendere, un simpatico vecchietto mi chiede se Capizzi c'è nella cartina stradale e rincuorato dalla mia risposta affermativa, m'informa che di li a poco si sarebbe esibita la banda cittadina.



Lasciato Capizzi il paesaggio cambia drasticamente, il giallo paglia lascia posto al verde lussureggiante: siamo entrati nel Parco dei Nebrodi.
La strada scelta è quella Giusta e ce lo dimostra chiaramente fin dai primi metri: un nastro di asfalto, che riporta sull'etichetta di provenienza made in "gripland", con ai margini un fitto bosco.
Arrivati in un piazzale-incrocio ci si ferma per una piccola sosta foto.

Sosta nei Nebrodi



Tra uno scatto e l'altro leggiamo che, a circa 6km da dove sostavamo, è indicata un'area attrezzata, bene, pensiamo, è il posto ideale dove poter consumare il nostro pranzo a sacco che la zia rita ci ha amorevolemente cucinato. Imbocchiamo la strada indicata e viaaa!!!
Niente di più semplice no?


scorcio



No, sbagliato, dopo poco più 3km l'asfalto fa le valigie e parte per una destinazione ai più sconosciuti, lasciando a una simpatica pietraia dal ghigno malizioso e compiaciuto, il compito di fare gli onori di casa. Io e Dado non ci lasciamo intimorire e decidiamo di percorrerla ma...fatti 50 metri issiamo bandiera bianca, La forcella della moto sembrava un martello pneumatico impazzito per quanto vibrava Laugh .
Ritornati sul nero asfalto, ripercorriamo la stessa strada ma dal verso opposto, per fermarci in un'area attrezzata in costruzione ma già dotata di tutti i confort necessari. Tiriamo fuori dalle moto tutto l'occorrente per pranzare e ci sistemiamo a un tavolo sotto una quercia.
Dopo aver pranzato ognuno si stìnnìcchia sulle panche e si dedica alle varie pratiche digestive. Dado sceglie la classica, sempreverde e intramontabile pratica del "Rut Nobilis" Laugh

e Peppe...





...



...



...



...



...Peppe sceglie un qualcosa che non sono riuscito a descrivere percui metto una foto espicativa


Peppe

Laugh



Mentre Dado intona arie digestive, il cielo decide di duettare insieme a lui tuonando e dopo circa 30 secondi inizia a piovere e a far freschetto...
Io e dado abbiamo l'antipioggia nelle moto, peppe no. Decidiamo sul dafarsi e scegliamo di continuare il nostro piccolo "viaggio". Mai scelta fu più azzeccata. Lo scenario che ci circonda è strabiliante e l'asfalto bagnato ci permette di ammirarlo in tutta la sua potenza.





Durante una pausa foto un'allegra famigliola di "salsicce grufolanti" si affaccia per scrutarci... Laugh . Noi non avendo niente per insaccarli scattiamo loro una fotografia.



salsiccie grufolanti


Giunti a Caronia rispunta il sole e la temperatura torna a medie estive il che ci suggerisce di toglierci di dosso tutto l'ambaradan antipioggia. Altra sosta presso un belvedere lungo la strada per scattare qualche foto ai panorami offerti.

scorcio2







Visto che al livello del mare faceva caldo decidiamo di ritornare sui monti. Direzione San Fratello-Cesarò scimmia . Il primo tratto di strada è asciutto perciò testiamo l'efficacia delle moto valigiate. La Multistrada in condizioni simili danza veloce e leggiadra, sente aria di casa, ...che goduria! Love . Poco dopo l'asfalto ritorna bagnato e si procede con attenzione ammirando il paesaggio offerto.



nebrodi2




Arrivati a Portella Femmina Morta ci fermiamo per una pausa e qualche foto. Dopo circa 3/4 d'ora risaliamo in sella alla voltà di Cesarò. Giunti a destinazione decidiamo sul dafarsi. La scelta è stata fulinea senza tentennamenti o titubanze: Direzione Monte Etna, Rifugio Brunek scimmia per un saluto a Michele.









La salita al rifugio è come sempre, bella ed emozionante. Michele ci accoglie, come suo solito, calorosamente. Consumiamo un panino e ci rilassiamo.

Dopo un'oretta si riparte per Siracusa. Il rientro è tranquillo, il sorriso da ebete è potente e ci fa compagnia fino a Siracusa dove il contakm segnerà oltre 450km



amici
kmetri





Alla prox


Ciao!
BigGrin





 

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